04/05/22

PRATICARE UN’ARTE MARZIALE CHE PUO’ ESSERE... NON VIOLENTA - in dialogo con il Maestro Mario Antoldi

L’arte marziale, che è un’arte del combattimento e della difesa personale, può non essere violenta quando è praticata scevri dall'intento di opporsi all’avversario ostacolando il suo gesto.

L’arte marziale di cui si parlerà in questo approfondimento passa per una visione della realtà che porta l’individuo a partecipare a un fluire più grande di lui. Essa, così, diventa una pratica che permette una conoscenza profonda di sé e del mondo in cui si vive... e che tutto partecipa a questo flusso; da portare il praticante alla “vera natura originaria dell’essere umano”.

Un combattimento che diventerebbe accettazione; prima di tutto di sé.



10/04/22

Né guerra né pace




Uno dei passaggi del mio libro che ha ottenuto maggiori commenti è quello in cui si precisa che chi è contro la guerra sta avendo lo stesso intento di chi invece è a favore; per il suo essere “contro”. Visto che attualmente l’opinione pubblica ha deciso di definirsi in emergenza per la guerra, mi sento nella libertà di dare un’opinione a riguardo.

In tale passo del mio libro, si usa in quel modo un argomento così delicato, come la guerra, perché non ci fossero dubbi nell’affermare che l’uomo ha responsabilità in quello che succede a lui e alla realtà che vive. Non accorgersi di ciò è un credere di essere alla mercé degli eventi, senza alcuna corrispondenza con la vita. Invece, il modo in cui si è produce dei precisi effetti nel mondo. Proprio come i frutti di un orto saranno maggiori, più buoni e più sani se il contadino ci coltiva con cura e serenità, invece che trascuratezza e noia; lo sappiamo tutti che è così, anche se non sappiamo spiegarcelo.

Ed è così se reagiamo a un conflitto (come per qualsiasi problema) con ulteriore conflitto, con la premura di schierarci da una parte oppure nell’altra, nel riconoscerci in una bandiera. In questo modo abbiamo già fatto in passato ed è così che abbiamo permesso che si ripetessero gli stessi problemi. E, probabilmente, il nostro dividerci di oggi metterà le basi per i conflitti a venire. In un mondo senza pace non può che esserci guerra.

Ora stiamo uscendo da un periodo di emergenza che abbiamo affrontato come un conflitto accettando che la popolazione venisse divisa in gruppi, impedendo ad alcuni di accedere a servizi ai quali una volta accedevano e permettendo ad altri di potersi muovere liberamente. Con simili discriminazioni, onestamente, pensavate che il mondo dopo l’emergenza sarebbe risultato più unito, sereno, in pace? Vi pare logico, vi pare che abbia una consequenzialità? All’interno delle stesse comunità, addirittura fra amici e familiari, si sono formati schieramenti contrastanti e a volte litigiosi: possono atteggiamenti simili favorire un mondo di pace, dialogo e accordo? In altre parole: davvero ci dovremmo sorprendere se ci sono guerre nel mondo?

Non si vuole sostenere, ovviamente, che la guerra di cui si parla tanto oggi nei tg sia una diretta conseguenza di come abbiamo affrontato la crisi della pandemia, ma si vuole ricordare (senza la pretesa di salire in cattedra ma con il desiderio di far scorgere un diverso punto di vista) che non può sorgere pace se si crea divisione, e specialmente non può sorgere fra chi quelle divisioni le fomenta. E non per critica, che si dice così, ma perché questo è il naturale sviluppo della nostra realtà, proprio come l’esempio di più sopra dell’orto e del contadino. La pace è nell’assenza di schieramenti e di divisione, eppure si crede che pace significhi rinforzare così tanto il proprio schieramento da impedire i conflitti (perché si è così forti che nessuno ha il coraggio di “alzare la cresta”).

Siamo così abituati a schierarci che arrivati alla fine di questo testo forse anche voi sarete giunti al punto di sentirvi a favore o contro quanto ho scritto. Ma non è il mio obiettivo, né voglio far sentire nessuno colpevole o farmi vedere superiore “perché l’avevo scritto già”… Semmai, guardiamo anche quest’ennesima crisi come un’opportunità per osservare come reagiamo personalmente, come ci comportiamo e quindi diventare più consapevoli di noi stessi. Provare a leggere la realtà senza differenziare quello che c’è dentro di noi con quello che succede fuori… Certamente non si nega che le guerre derivino da conflitti storici e politici ben precisi, ma considerare che essi forse non ne siano la causa ma piuttosto conseguenza dello stato di coscienza del mondo. E quindi nostro.

Senza schierarci a favore o no di queste parole, domandiamoci, senza risponderci subito se si è d’accordo oppure no, ma in pace, senza per forza stare sulla difensiva, domande come: ma se non esistessero gli schieramenti, ci sarebbero le guerre? Esistono solo la realtà e le soluzioni raccontate dai tg? Può esserci la pace se per parlarne dobbiamo schierarci? Se abbiamo bisogno di schierarci, abbiamo bisogno di guerra, anche se nel sincero desiderio di pace.

Non schierarsi non significa indifferenza o insensibilità, ma “semplicemente” assenza di giudizio. E se non si giudica, si prende parte a ogni cosa, senza differenze e senza divisione. In tutti gli schieramenti poiché non ne esisterebbe nessuno. Con questa prassi, si toglie nel mondo la possibilità di conflitti… in noi, che significa anche con gli altri, con tutto, con ogni cosa.

Allora non esisterebbe la pace perché non sarebbe contemplabile la guerra se sappiamo di essere ogni cosa… Se no sarebbe come fare la guerra a sé stessi.








02/04/22

Creare anche se non si è artisti. In dialogo con l'ex artista Tizzi da Gorizzo


 

La creatività fa parte dell'esperienza umana e permette anche di agire in modo unico. Questa unicità che si offre è anche un contributo per sé, per il proprio progresso... così che anche la propria vita può ospitare risvolti imprevedibili. La persona più adatta per parlarne è un'artista che grazie anche al percorso nell'arte arriva a un punto oltre il quale non realizzerà più... arte. Una decisione presa con la serenità e la consapevolezza che anche un cambio così radicale non è una perdita ma una fonte di inaspettate novità.
Lei è Tiziana Pagotto (Tizzi da Gorizzo quando partecipava alle mostre d'arte) e la incontriamo quando mi regala i suoi lavori creati con i versi delle mie poesie.
Per vedere altri suoi lavori: https://www.vangelopratico.com/2022/0...
L'associazione Porto dei Benandanti più volte citata nel video: http://www.portodeibenandanti.org/
La performance "Ferpormance": http://www.vangelopratico.com/2019/11...

25/03/22

QUANDO LA CREATIVITÀ VIENE CONTESTATA


Nel mio modo di comunicare agli altri c’è creatività, ed espressione creativa è ciò che viene così trasmessa. Come già segnalato in altre occasioni, il mio intento è accompagnare le persone verso un qualcos’altro – che poeticamente chiamo “un altro mondo”. Per poterlo fare, non posso che ricorrere alla creatività, perché se usassi spiegazioni e descrizioni logiche e razionali, un altro mondo non lo potrei mostrare ma solo ipotizzare. Sarebbero congetture e non esperienze; con la razionalità si riescono a portare avanti discorsi e ragionamenti su qualsiasi cosa, però non posso trovare efficace solo il supporre o il parlarne. Ripeto: semmai, il fare un qualche tipo di esperienza.
E questo è possibile creando un paesaggio o un evento attraverso il quale, appunto, andare oltre il prevedibile (e il discutibile). E ciò è fattibile tramite la creatività e il realizzare immagini. È così che se il mio interlocutore, invece che con creatività ascolta con razionalità, viene favorita un’incomprensione. La quale si manifesta in un vero e proprio criticare quanto intendo condividere, fino a un considerare, da parte dell’interlocutore, quanto voglio trasmettere alla stregua di semplice fantasticheria, discorsi campati per aria o un qualche tipo di errore di valutazione… Come respingere una mia fotografia perché non testimonierebbe in modo dettagliato essendo sfumata, confusa, alterata, senza minimamente considerare che proprio quanto non pare accettabile dal punto di vista fotografico è il passaggio attraverso il quale andare oltre quell’immagine e, forse, vedere dell’altro – cioè, la differenza tra guardarla con mente creativa o razionale. Un interlocutore simile, come già precisato altrove, non è da criticare, ma da essere riconosciuto come il normale cittadino di una società che spinge i suoi abitanti a focalizzarsi su quanto percepiscono materialmente e con i propri ragionamenti.
Voglio confessare che questi fraintendimenti e le conseguenti critiche mi procurano sofferenza. Devo anche ammettere che a tutto ciò ho sempre reagito domandandomi come fare per poter invece far vivere quest’esperienza creativa anche alle persone che fraintendono e non mi capiscono, ovvero come far giungere pure a loro le informazioni che esprimo e così vivere l’esperienza di questo “altro mondo”. Ho cercato vari modi e mezzi per farlo, fino addirittura ad arrivare a spiattellare tutto ripulito da poesia ed enfasi in un libro; eppure, continuo a non essere capito. Non è che nessuno mi capisce, ci sono tante persone che accolgono quello che faccio e hanno piacere ad averci a che fare, venendo accompagnate dentro questo mondo immaginato attraverso visioni scandite da performance che trasformano l’individuo, Vangelo Pratico, alterazione della realtà, dominio dei suoi vari livelli e autosciamani. Quindi, il mio errore è stato il concentrarmi su coloro che non colgono, nell’urgenza di mostrare loro un’alternativa alla consuetudine e alla prevedibilità, e non occuparmi abbastanza di chi invece accoglie le mie proposte.
Ora ho compreso che coloro che equivocano quanto propongo, non lo capiscono non perché io sbaglio modo di pormi con loro o loro effettivamente non comprendono, ma semplicemente perché essi non sono ancora pronti a essere accoglienti con la creatività… Magari un giorno lo saranno, forse anche grazie a quel che ho fatto io che umilmente ha piantato un seme in loro di novità mentre sono così impegnati a credere solo in quel che percepiscono con i sensi e pensano con la mente. Oppure capiterà che sarò io a diventare più razionale intiepidendo la creatività; non è un essere giusti o sbagliati, ma su piani (o medium) differenti.
Ovviamente, non è una critica questa, anzi: sono adesso finalmente sereno che quel che faccio non viene sprecato anche se è respinto. Inoltre, se io mi dedico principalmente a convincere qualcuno che non intende essere convinto, finisco per ricevere solo contestazioni e ferite, oltre che a forzare la mia arte a un obiettivo che la potrebbe bloccare. È molto più prolifico (anche per il personale benessere) considerare che le persone a cui mi rivolgo sono coloro che accolgono la creatività.
Queste riflessioni le ho ricevute proprio osservando la gente con cui parlo; alcuni mi hanno fatto star male per un non capire che quanto io propongo sono immagini che potrebbero trasformarsi in altro, altri hanno accolto all’istante quanto dico loro senza aver bisogno di giudicare. In parole povere: cercherò di stare a contatto con le persone che non mi facciano star male proteggendo il mondo visionario che voglio offrire. Io non sono interessato a convincere le persone di qualcosa, guadagnare l’attenzione altrui, diventare qualcosa o qualcuno (ad esempio autorevole, ricco o un artista), o avere qualcosa di particolare (ad esempio ragione); e chi mi considera attraverso questi punti di vista sbaglia, e si tiene fuori dalla creatività. Io sono qui per creare delle immagini che seppure si porterebbero dietro dei significati o generano cambiamenti, questi sono conseguenza della creazione, non di qualcosa che voglio o non voglio io.
Tramite un approccio creativo, ogni cosa viene vissuta da ciascuno in modo unico e personale.


 

01/03/22

Si può creare qualcosa di nuovo anche in un periodo di crisi come questo


Da sempre l’arte è uno di quei linguaggi che possono facilitare un intercettare conoscenze superiori, a volte esoteriche. Vera e propria fonte di intuizioni per chi è preparato, come un iniziato, o pungolo di curiosità per chi non si accontenta del superficiale.

Video di introduzione a un più ampio discorso sulla creatività come strumento ideale per la consapevolezza, che avverrà il
Lunedì 7 marzo 2022
Orario: 19:00-20:00
Modalità: Diretta streaming:
https://www.youtube.com/watch?v=iS8s_Os46LE&ab_channel=AnimaTV

27/02/22

Art Pass rafforzato

In occasione del mio soggiorno a Milano per la presentazione di Lunedì 7 Marzo 2022 presso la Casa Editrice Anima Edizioni, sarò molto probabilmente in viaggio da Gorizia con la mia auto da Domenica 6 Marzo. 

Chiunque abbia piacere di incontrarmi e vedere i miei nuovi lavori fotografici e pittorici che porterò con me, me lo faccia sapere entro la partenza così da organizzare una tappa. Scrivendomi al 3493796421.

"Art Pass rafforzato" è una mostra itinerante.

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/324606702814512/




20/02/22

UN VANGELO PRATICO secondo l’arte di Enzo Comin

Serata con Enzo Comin, Eva Comuzzi e Manuel De Marco

Quando: Lunedì 7 marzo 2022
Orario: 19:00-20:00
Modalità: Diretta streaming
Organizzato da: Anima Edizioni
Istruzioni per la “Diretta streaming”: La diretta streaming è gratuita e non richiede prenotazione.
Per vedere la diretta: https://anima.tv/evento

Da sempre l’arte è uno di quei linguaggi che possono facilitare un intercettare conoscenze superiori, a volte esoteriche. Vera e propria fonte di intuizioni per chi è preparato, come un iniziato, o pungolo di curiosità per chi non si accontenta del superficiale. Ma per arrivare a un simile risultato, che cosa vive nel proprio intimo l’artista?
L’artista deve mettere da parte le proprie ambizioni e presunzioni in quel che fa e dedicarsi innanzitutto a incontrare un flusso di coscienza più grande di lui. Un desiderio, questa volontà di conoscenza, che comporta fondersi con essa per diventarne tramite nella quotidianità con quello che fa e condivide con gli altri. L’arte è qualcosa che ci circonda, ovunque, e quindi abbiamo l’occasione di incappare di continuo in questa possibilità. E abbiamo anche la possibilità di fare l’esperienza dell’artista, se vediamo come incontrare e partecipare a questo flusso di coscienza.
Il libro Vangelo Pratico di Enzo Comin utilizza una conoscenza creativa perché il Vangelo è creativo e, come artista, Comin lo ha letto e proposto in questa veste. Leggendolo con mente creativa, può regalare l’accesso alla novità che sempre si presenta quando si guarda al mondo come fa un artista.
Il lettore che leggerà il Vangelo Pratico, quindi, si troverà all’interno di un evento dove può essere il protagonista. Non delle rigide spiegazioni o condizionamenti, come spesso siamo stati portati a credere che sia il Vangelo. Un contesto, piuttosto, per diventare sia l’opera d’arte che l’artista che la crea.
E quello che viene fornito con il libro Vangelo Pratico è l’ambiente costituito da scelte e concetti che servono al lettore per suscitare nella propria vita il processo creativo per essere autonomamente il maestro e il discepolo, il creatore e la creatura. In una sola parola, “l’autosciamano”. La consapevolezza che fa scoprire chi si è, com’è fatta la realtà e come funziona.
Per parlare del Vangelo Pratico da un punto di vista artistico e scorgere quindi questi dettagli, l’autore sarà in dialogo con la storica dell’arte e curatrice Eva Comuzzi (autrice della prefazione al libro) e l’artista Manuel De Marco con il quale Enzo Comin ha collaborato alla realizzazione della performance “Autosciamano”. Nel corso della serata verrà trasmesso il video documentativo della performance.





02/02/22

spiegazione artistica del VANGELO PRATICO con la storica dell'arte e curatrice Eva Comuzzi


Con passione e coinvolgimento, la storica dell'arte e curatrice Eva Comuzzi porta il pubblico a esplorare il mondo artistico di Enzo Comin così da evidenziare come è giunto alla proposta del libro VANGELO PRATICO.
In dialogo con Enzo Comin, verrà spiegato il libro come un evento al quale il lettore può prendere parte e diventare il protagonista di un progresso. La conseguenza sarà un'esperienza creativa e personale.
Viene presentato, inoltre, il video documentativo dell'ultima performance di Enzo Comin realizzata assieme all'artista Manuel De Marco, dal titolo AUTOSCIAMANO. Personificazione del messaggio contenuto ne libro...

La serata di presentazione del libro da cui è tratto questo video ha avuto luogo Mercoledì 26 Gennaio 2022, presso la Sala comunale "Dora Bassi" di Gorizia. Info:

22/01/22

Presentazione del libro VANGELO PRATICO di Enzo Comin

Nel corso della serata, Enzo Comin si confronterà con la storica dell’arte e curatrice EVA COMUZZI per poter presentare il libro che ha scritto, “Vangelo Pratico”, come progetto artistico che segue quanto finora da lui realizzato e la sua nuova performance AUTOSCIAMANO.

Durante la serata verrà proiettato il video documentativo della performance Autosciamano realizzata in collaborazione con l’artista Manuel De Marco.
Dalla prefazione al libro di Eva Comuzzi:
“(…) la presenza dell’alchemico, dello sciamanesimo. Dello spirituale. È questa una moda o una reale esigenza? È una volontà di ritrovarci, attraverso simbologie arcaiche e riti ancestrali e di riportarci alle energie della terra che stiamo sempre più violentando o un altro modo per perderci?”

Mercoledì 26 Gennaio,
Sala comunale "Dora Bassi", via Garibaldi angolo via Morelli - Gorizia.