A CHI SI OBBEDISCE
17/08/22
IL GIORNO DELLA SALVEZZA - A CHI SI OBBEDISCE capitolo 1
10/08/22
IL GIORNO DELLA SALVEZZA - Il Vangelo pratico, seconda parte -
Da questo post in poi proporrò dei brani tratti dal nuovo libro che ho scritto IL GIORNO DELLA SALVEZZA che è il diretto seguito del Vangelo Pratico, edito da Anima Edizioni. Spero così di fare cosa gradita a coloro che desiderano conoscere meglio il Vangelo Pratico e sapere come continuano gli approfondimenti. Attendo i vostri commenti e le vostre opinioni, anche in privato.
PRESENTAZIONE
12/06/22
04/05/22
PRATICARE UN’ARTE MARZIALE CHE PUO’ ESSERE... NON VIOLENTA - in dialogo con il Maestro Mario Antoldi
L’arte marziale, che è un’arte del combattimento e della difesa personale, può non essere violenta quando è praticata scevri dall'intento di opporsi all’avversario ostacolando il suo gesto.
L’arte marziale di cui si parlerà in questo approfondimento passa per una visione della realtà che porta l’individuo a partecipare a un fluire più grande di lui. Essa, così, diventa una pratica che permette una conoscenza profonda di sé e del mondo in cui si vive... e che tutto partecipa a questo flusso; da portare il praticante alla “vera natura originaria dell’essere umano”.
27/04/22
Essere in pace durante una guerra - Riflessioni di fronte a quello che era un campo di battaglia
Vivo di fronte al confine di stato: quante guerre che si sono combattute, proprio davanti casa, che si perdono nella memoria...
10/04/22
Né guerra né pace
Uno dei passaggi del mio libro che ha ottenuto maggiori commenti è quello in cui si precisa che chi è contro la guerra sta avendo lo stesso intento di chi invece è a favore; per il suo essere “contro”. Visto che attualmente l’opinione pubblica ha deciso di definirsi in emergenza per la guerra, mi sento nella libertà di dare un’opinione a riguardo.
In tale passo del mio libro, si usa in quel modo un argomento così delicato, come la guerra, perché non ci fossero dubbi nell’affermare che l’uomo ha responsabilità in quello che succede a lui e alla realtà che vive. Non accorgersi di ciò è un credere di essere alla mercé degli eventi, senza alcuna corrispondenza con la vita. Invece, il modo in cui si è produce dei precisi effetti nel mondo. Proprio come i frutti di un orto saranno maggiori, più buoni e più sani se il contadino ci coltiva con cura e serenità, invece che trascuratezza e noia; lo sappiamo tutti che è così, anche se non sappiamo spiegarcelo.
Ed è così se reagiamo a un conflitto (come per qualsiasi problema) con ulteriore conflitto, con la premura di schierarci da una parte oppure nell’altra, nel riconoscerci in una bandiera. In questo modo abbiamo già fatto in passato ed è così che abbiamo permesso che si ripetessero gli stessi problemi. E, probabilmente, il nostro dividerci di oggi metterà le basi per i conflitti a venire. In un mondo senza pace non può che esserci guerra.
Ora stiamo uscendo da un periodo di emergenza che abbiamo affrontato come un conflitto accettando che la popolazione venisse divisa in gruppi, impedendo ad alcuni di accedere a servizi ai quali una volta accedevano e permettendo ad altri di potersi muovere liberamente. Con simili discriminazioni, onestamente, pensavate che il mondo dopo l’emergenza sarebbe risultato più unito, sereno, in pace? Vi pare logico, vi pare che abbia una consequenzialità? All’interno delle stesse comunità, addirittura fra amici e familiari, si sono formati schieramenti contrastanti e a volte litigiosi: possono atteggiamenti simili favorire un mondo di pace, dialogo e accordo? In altre parole: davvero ci dovremmo sorprendere se ci sono guerre nel mondo?
Non si vuole sostenere, ovviamente, che la guerra di cui si parla tanto oggi nei tg sia una diretta conseguenza di come abbiamo affrontato la crisi della pandemia, ma si vuole ricordare (senza la pretesa di salire in cattedra ma con il desiderio di far scorgere un diverso punto di vista) che non può sorgere pace se si crea divisione, e specialmente non può sorgere fra chi quelle divisioni le fomenta. E non per critica, che si dice così, ma perché questo è il naturale sviluppo della nostra realtà, proprio come l’esempio di più sopra dell’orto e del contadino. La pace è nell’assenza di schieramenti e di divisione, eppure si crede che pace significhi rinforzare così tanto il proprio schieramento da impedire i conflitti (perché si è così forti che nessuno ha il coraggio di “alzare la cresta”).
Siamo così abituati a schierarci che arrivati alla fine di questo testo forse anche voi sarete giunti al punto di sentirvi a favore o contro quanto ho scritto. Ma non è il mio obiettivo, né voglio far sentire nessuno colpevole o farmi vedere superiore “perché l’avevo scritto già”… Semmai, guardiamo anche quest’ennesima crisi come un’opportunità per osservare come reagiamo personalmente, come ci comportiamo e quindi diventare più consapevoli di noi stessi. Provare a leggere la realtà senza differenziare quello che c’è dentro di noi con quello che succede fuori… Certamente non si nega che le guerre derivino da conflitti storici e politici ben precisi, ma considerare che essi forse non ne siano la causa ma piuttosto conseguenza dello stato di coscienza del mondo. E quindi nostro.
Senza schierarci a favore o no di queste parole, domandiamoci, senza risponderci subito se si è d’accordo oppure no, ma in pace, senza per forza stare sulla difensiva, domande come: ma se non esistessero gli schieramenti, ci sarebbero le guerre? Esistono solo la realtà e le soluzioni raccontate dai tg? Può esserci la pace se per parlarne dobbiamo schierarci? Se abbiamo bisogno di schierarci, abbiamo bisogno di guerra, anche se nel sincero desiderio di pace.
Non schierarsi non significa indifferenza o insensibilità, ma “semplicemente” assenza di giudizio. E se non si giudica, si prende parte a ogni cosa, senza differenze e senza divisione. In tutti gli schieramenti poiché non ne esisterebbe nessuno. Con questa prassi, si toglie nel mondo la possibilità di conflitti… in noi, che significa anche con gli altri, con tutto, con ogni cosa.
Allora non esisterebbe la pace perché non sarebbe contemplabile la guerra se sappiamo di essere ogni cosa… Se no sarebbe come fare la guerra a sé stessi.
02/04/22
Creare anche se non si è artisti. In dialogo con l'ex artista Tizzi da Gorizzo
01/04/22
25/03/22
QUANDO LA CREATIVITÀ VIENE CONTESTATA
09/03/22
01/03/22
Si può creare qualcosa di nuovo anche in un periodo di crisi come questo
27/02/22
Art Pass rafforzato
In occasione del mio soggiorno a Milano per la presentazione di Lunedì 7 Marzo 2022 presso la Casa Editrice Anima Edizioni, sarò molto probabilmente in viaggio da Gorizia con la mia auto da Domenica 6 Marzo.
Chiunque abbia piacere di incontrarmi e vedere i miei nuovi lavori fotografici e pittorici che porterò con me, me lo faccia sapere entro la partenza così da organizzare una tappa. Scrivendomi al 3493796421.
"Art Pass rafforzato" è una mostra itinerante.
Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/324606702814512/
20/02/22
UN VANGELO PRATICO secondo l’arte di Enzo Comin
Serata con Enzo Comin, Eva Comuzzi e Manuel De Marco
02/02/22
spiegazione artistica del VANGELO PRATICO con la storica dell'arte e curatrice Eva Comuzzi
25/01/22
22/01/22
Presentazione del libro VANGELO PRATICO di Enzo Comin
Nel corso della serata, Enzo Comin si confronterà con la storica dell’arte e curatrice EVA COMUZZI per poter presentare il libro che ha scritto, “Vangelo Pratico”, come progetto artistico che segue quanto finora da lui realizzato e la sua nuova performance AUTOSCIAMANO.
24/12/21
Nuovo anno come creativo / nuovo anno come creatore
Nelle due dirette video degli scorsi Sabato (“Affrontare e superare un green pass infinito” e “Tu sei l’eletto”), abbiamo contemplato uno degli aspetti più belli dell’essere un essere umano: la creatività. Se con la logica e la razionalità siamo riusciti a costruire nel corso della Storia tutto quello che esiste… con la creatività l’uomo scopre l’idea nuova che permette a tutto ciò di progredire. Questo non è un cercare idee in modo interessato, per ottenere qualcosa in cambio, che abbiamo definito come comportamento astuto. Piuttosto, è un intercettare idee nuove o nuovi modi nel fare le cose come conseguenza del fare ciò che si ama fare. Un esserne così coinvolti dallo scoprire territori finora inesplorati… A questo punto, infatti, abbiamo addirittura accostato la figura del creativo con quella della persona che raggiunge conoscenze superiori e fa esperienze straordinarie. Cosa che ci siamo corretti a precisare che in realtà si tratterrebbe dell’ordinarietà e non di straordinarietà, perché passa attraverso un conoscere se stessi: e cosa ci sarebbe di eccezionale nell’essere se stessi?
In realtà, potremmo dire che ci sono vari stati dell’esperienza dell’essere creativi. Durante le dirette video, abbiamo subito individuato in cosa consiste adoperare la mente creativa osservando che di solito si reagisce a quanto ci capita nella vita con razionalità, prevalentemente; anche alle novità. Dopodiché, abbiamo dovuto ammettere che per essere veramente creativi bisogna scoprire il proprio vero sé, cosa che di conseguenza porta felicità nella propria esistenza: per creare non puoi non essere felice, infatti.
Infine, scoprire se stessi vuol dire essere se stessi, ed è proprio questo ciò che si offre agli altri, che è qualcosa di unico: solo tu puoi essere tu. La creatività è intrinsecamente legata al donare; un creativo propone idee per il semplice piacere di migliorare quello che sta facendo. Chi giunge a vivere in questo modo, indipendentemente dal percorso che ha intrapreso per giungervi, è come se da quel momento in poi iniziasse una nuova vita e così è ogni volta che scopre qualcosa di nuovo o che comincia qualcosa di nuovo. È così che la propria vita, egli se la crea, diventando così un creativo che è creatore. E non perché fa qualcosa di specifico: nell’ultimo video, infatti, si sottolineava che un creativo lo è anche chi non è un artista, anche chi potrebbe non avere poi gli strumenti per mettere in forma concreta le proprie idee… ma per il modo in cui egli è. Perché per questo suo modo di essere, cioè essere se stesso, fa sentire arricchiti gli altri; a tutti sarà capitato di essere accanto a una persona che fa sentire stimolati a qualcosa, al miglioramento, a un'ispirazione… Magari non capiamo neppure verso cosa o perché, ma lo si sente. Ecco, egli è un contributo solo per il suo semplice essere. E ispirando gli altri, indicando una strada anche se non se ne accorge, è un maestro.
Non voglio soffermarmi troppo su questi argomenti che necessiterebbero degli approfondimenti filosofici ed esplorativi che, per chi è interessato, rimando al mio libro, Vangelo Pratico. Qui, vorrei dare importanza al notare che se portassimo questo atteggiamento creativo in ogni aspetto della vita, pure laddove sembra invece che debba esserci spazio solo per la logica, allora assisteremmo alle più grandi sorprese. Questo, non perché avverrebbe qualcosa di magico ma perché i gesti verrebbero accompagnati di consapevolezza: senza giudicare e rendendosi conto di cosa vi accadrà in conseguenza. Questo porterà a un confronto nel quale a vincere sarà la persona più creativa, cioè quella che offrirà le idee più innovative, che per il semplice averci a che fare portano gli altri a un miglioramento o a una unicità; proprio perché sono la visione unica di quel creativo. Mentre a perdere la sfida sarà colui che cerca idee brillanti al fine di accaparrare di più: più seguito, più “like”, più guadagni…
È una sfida alla quale il vero creativo dovrà ovviamente vincere; le persone stesse sono stufe di belle idee che hanno la sfumatura di fregatura, di soluzioni proposte per ottenere solo risultati immediati o parziali, di prodotti che sono nuovi soltanto nell’aspetto, di promesse che non vengono mantenute, ecc. Il vero creativo vince perché se diventa creatore non ha bisogno di nulla, neanche di un consenso. È autonomo, diventa l’autosciamano.
Educhiamoci alla creatività. Per farlo, domandiamoci cosa significa essere creativi e scopriremo che se si ha a che fare con una completa conoscenza di sé, allora si ha a che fare con l’unione con tutto se stesso, tutte le parti che compongono l’individuo. La creatività emerge maggiormente quando emerge unione, quando è immaginata nella condivisione di qualcosa.
16/12/21
Tu sei l'eletto
Ci si abitua a pensare che una vita unica e irripetibile sia un'eccezionalità. Invece è la normalità quando si vede la creatività come mezzo per vivere una vita felice e che produca idee nuove. Eccezionale è semmai convincersi che la migliore soluzione, anche per una crisi come quella che viviamo oggi, sia il tendere a essere tutti uguali e a evitare la propria unicità!
Come si è visto nel precedente video "Affrontare e superare un green pass infinito" https://youtu.be/i2DktfbI0ec tutti abbiamo gli strumenti e la possibilità per essere creativi. Non dobbiamo quindi aspettare dall'esterno un ipotetico salvatore, risolutore o leader politico che ci diriga oltre il problema. Perché già lo saremmo... noi. Uno è eletto anche se non lo sa, lo diventa quando lo vede: buona visione. Questo evento online viene proposto perché, seppure sia possibile farle anche offline, alcune presentazioni del mio libro, VANGELO PRATICO, non avranno luogo per motivi imprevisti legati all'attuale situazione... Per maggiori informazioni sul progetto: http://vangelopratico.com/ https://anima.tv/author/enzocomin/ Dove trovare il libro in vendita: https://www.ilgiardinodeilibri.it/autori/_enzo-comin.php Sarà possibile comunicare in diretta sulla chat. Il video rimarrà poi fruibile su Youtube.07/12/21
"Affrontare e superare un green pass infinito"
"Affrontare e superare un green pass infinito" è un titolo ironico e provocatorio per un appuntamento nel quale parleremo di come poter oltrepassare questo momento di crisi. Con semplicità, anche perché non sono un'autorità, partendo dal libro che ho scritto, VANGELO PRATICO, rintracceremo l'azione per mutare un ostacolo come quello in cui siamo incappati... in una rinascita. Oppure, invece, scegliere che rimanga un ostacolo, perché in realtà siamo liberi di... esercitare la nostra libertà.
Non ha a che fare con le cose che sappiamo o la religione che crediamo, ma innanzitutto nel rapporto con... sé stessi.
NON SARA' QUINDI UN INCONTRO PER PARLARE DI PASS O DI VACCINI.
Questo evento online viene proposto perché, seppure sia possibile farle anche offline, alcune presentazioni del mio libro non avranno luogo per motivi imprevisti legati all'attuale situazione...
Sarà possibile comunicare in diretta sulla chat. Il video rimarrà poi fruibile su Youtube.






