29/04/14


"un ricotruttore è in un qualche modo un regista "per procura"".
Ray Edmondson, Etica e principi del restauro.

L'ambizione di portare un'immagine a un probabile stato successivo ha come conseguenza la creazione di nuove realtà percettive. Tutte le operazioni verso questo intento ingrandiscono la separazione tra la condizione futura dell'immagine e il suo aspetto di base, di partenza che possiamo definire come "modello", "prototipo". Il risultato di un simile intervento bisogna considerarlo uno sviluppo, che realizzo elaborando l'immagine: attraverso una privazione o un sovraccarico di informazioni. Da un punto di vista teorico, questo processo può essere paragonato a un'ulteriore scrittura accostabile per somiglianza a quella che già esiste nell'immagine di partenza (primitiva o meno evoluta), di cui essa intende esserne l'evoluzione. D'altra parte, se non ci si avventura in tale impresa, sarebbe come ammettere che si possa per davvero bloccare una porzione della realtà in un'immagine (seppure le nostre percezioni non sono in grado di afferrarlo e quindi affermarne l'esistenza), e non solo: congelare anche la stessa immagine in un dato istante della sua esistenza (del suo progressivo invecchiamento (di senso e di materia), della sua collocazione nel contesto...), e far finta così che non abbia una storia. Proprio come avviene quando cerco di sforzarne il corso.
Si può dire che il mio modo di rielaborare un'immagine è da una parte smantellamento e cancellazione delle qualità palesi, come un bisogno di ribaltamento o meglio di creazione (ex novo), dall'altra è pratico a un'attualizzazione che si deve in un qualche modo affrontare (anche solo per sperimentare la realtà o la personale percezione di essa) e a un suo riconoscimento nel/per il presente.
Certe volte, ho il sospetto di essere ossessionato dalla fotografia, ma risolvo rendendomi conto che le foto (e qui si intende esclusivamente le stampe fotografiche) non sono immagini statiche, ma in movimento. Sono viventi, delle creature, come degli animali: carichi di espressione (per non dire personalità), crescita, ciclicità, chimica che reagisce ed errori incorreggibili. Maggiormente rispetto a un'altra pratica artistica che è più statica (compresa la pittura), e anche rispetto ai prodotti digitali, informatici, ai robot fantascientifici, le fotografie possono essere trattate come un'altra specie vivente.

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