Le mie riflessioni insistono
molto sulla realtà, il modo di percepirla e raffigurarla; nel mio caso
ricercando l'astratto. Non riesco a cogliere dove ci sia nella mia produzione
lo spazio per affrontare e inscenare i desideri, le voglie, i sogni;
specialmente i miei. Forse semplicemente tengo queste cose riservate.
Il modo di rappresentare la
realtà è quello mio personale, quindi io lo vivo come una sorta di
"soggettiva", di punto di vista soggettivo. Tuttavia, così facendo
rimango abbastanza vago, di certo non "corporeo", palpabile, come era
invece la mia intenzione quando ho iniziato qualche settimana fa la nuova serie
(che sto continuando ad ampliare). Mi sembra che da allora la cosa più
passionale, personale che ho fatto sia stata il mio intervento alla performance
di Michele e Sissy: uno suonava e l'altro, mascherato, ballava durante il vernissage di una
mostra a La Fenice Gallery a Venezia. Ad un certo punto, mi sono staccato dal
pubblico, mi sono tolto il cappotto e ho iniziato a ballare e a interagire con
Sissy; non era stato avvisato nessuno della mia aggiunta, è stata una cosa
pensata fra di noi. La particolarità è che sotto il cappotto indossavo alcuni
abiti della ragazza con cui stavo insieme fino a pochi giorni prima, che ho
così riportato in mezzo al mio mondo.
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